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Mesotelioma, un test del respiro potrebbe aiutare a riconoscerlo prima

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  • Ultima modifica dell'articolo:Settembre 11, 2026

Una ricerca condotta nel Regno Unito ha individuato alcuni cambiamenti nelle sostanze presenti nell’aria rilasciata da cellule esposte all’amianto. I risultati, pubblicati sulla rivista scientifica Scientific Reports – Nature aprono una possibile strada verso metodi non invasivi per individuare precocemente il mesotelioma.

“Diagnosticare il mesotelioma nelle fasi iniziali è una delle principali difficoltà legate a questa forma di tumore. La malattia può infatti manifestarsi molti anni dopo l’esposizione all’amianto. Quando compaiono sintomi come difficoltà respiratorie o accumulo di liquido intorno ai polmoni, il tumore può essere già in una fase avanzata.” Afferma l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Una nuova ricerca britannica sta però esplorando una possibilità interessante: individuare segnali della malattia attraverso l’analisi del respiro.

La ricerca britannica sui segnali lasciati dall’amianto

Lo studio è stato realizzato da ricercatori della Sheffield Hallam University e della Swansea University. Lo scopo era comprendere se l’esposizione alle fibre di amianto potesse modificare il profilo chimico delle sostanze rilasciate dalle cellule.

Per condurre l’esperimento, gli scienziati hanno utilizzato cellule di mesotelioma coltivate in laboratorio e cellule mesoteliali sane.

I diversi gruppi cellulari sono stati esposti a quattro tipologie di fibre di amianto. Per il confronto è stata utilizzata anche una fibra minerale priva di amianto.

Dopo l’esposizione, i ricercatori hanno analizzato le sostanze presenti nell’aria sopra le colture cellulari.

Cosa sono i composti organici volatili

L’analisi si è concentrata sui composti organici volatili, conosciuti anche con la sigla VOC.

Si tratta di sostanze chimiche che possono essere rilasciate dalle cellule e che, in determinate condizioni, possono essere rilevate anche nell’aria espirata.

Per identificarle, il gruppo di ricerca ha utilizzato la cromatografia gassosa abbinata alla spettrometria di massa, una tecnica che consente di separare e analizzare diverse molecole presenti in una miscela.

I risultati hanno evidenziato modifiche nel profilo dei VOC già dopo 48 ore di esposizione alle fibre.

Quattro sostanze hanno mostrato variazioni ricorrenti

Uno degli aspetti più interessanti dello studio riguarda l’individuazione di quattro composti che hanno mostrato variazioni ricorrenti nelle diverse linee cellulari analizzate.

I ricercatori hanno inoltre osservato cambiamenti in alcune famiglie di sostanze chimiche, tra cui alcani a catena lunga, composti aromatici e alcoli.

Tra le molecole osservate compare anche la benzaldeide, già associata in precedenti ricerche a differenze tra persone con mesotelioma e soggetti sani.

Il test del respiro è ancora una possibilità da verificare

E’ bene tuttavia ricordare che la ricerca è una fase iniziale: l’esperimento è stato infatti condotto su cellule coltivate in laboratorio, non direttamente su pazienti. Saranno quindi necessari ulteriori studi per capire se gli stessi segnali chimici possono essere individuati nel respiro delle persone esposte all’amianto o affette da mesotelioma.

Prima di arrivare a un eventuale test clinico occorrerà inoltre verificare l’affidabilità dei biomarcatori, la loro specificità e la capacità di distinguere il mesotelioma da altre patologie.

L’analisi del respiro avrebbe tuttavia il vantaggio di essere non invasiva e potenzialmente più semplice da ripetere rispetto ad alcuni esami diagnostici tradizionali.

La ricerca futura dovrà stabilire se questa “firma chimica” può essere riconosciuta anche nell’organismo umano. Se i risultati venissero confermati, l’analisi dei VOC nel respiro potrebbe diventare una delle strade da esplorare per arrivare a una diagnosi più tempestiva.

Citazione scientifica

Bonsall, S., Issitt, T., Peake, N. et al. Asbestos mineral fibre exposure significantly affects volatile organic compound profiles of mesothelial cell lines in vitro. Sci Rep 16, 27239 (2026). https://doi.org/10.1038/s41598-026-39077-3