Quello dell’ambiente è un tema centrale nel dibattito attuale. Dalla salvaguardia ambientale dipendono infatti la salute dell’uomo e la vita sulla Terra per come la conosciamo al momento.

Le tematiche ambientali sono inoltre strettamente connesse all’economia, non solo nella misura in cui i danni alla salute rappresentano una spesa in termini di denaro, ma perché la nostra economia deve fare i conti con le risorse disponibili su questo pianeta. 

La pandemia da COVID-19 ha imposto lunghi lockdown con gravi danni all’economia. Palese è ormai il legame tra la distruzione degli spazi naturali e la diffusione di nuovi virus che passano oggi più facilmente dagli altri animali all’uomo. Il fenomeno è quello del così detto spillover. Gli effetti dell’inquinamento atmosferico hanno aumentato i sintomi della patologia con effetti nefasti sulla salute. 

Ma la pandemia da Covid-19 non è il solo problema connesso alla salute che ci preoccupa quando parliamo di ambiente e di degrado ambientale. Ambiente e salute sono infatti strettamente connessi e non si può parlare di tutela della salute senza salvaguardia ambientale.

In questa guida scopriamo tutto sull’ambiente e sui danni che subisce. Scopriamo i rischi legati ai vari tipi di inquinamento, alla perdita di biodiversità, alla deforestazione e al riscaldamento globale. 

UPIDSA – Università Popolare Internazionale Diritto, Scienza e Ambiente APS è deidcata alla formazione di un personale tecnico in grado di difendere e lavorare a favore del diritto alla salute, in ambito risarcitorio e nella prevenzione a 360°. Non esiste tutela della salute senza salvaguardia dell’ambiente e per questo motivo un particolare focus è dedicato ai problemi ambientali.

Ambiente

Ambiente: cos’è?

Ma che cos’è nello specifico l’ambiente? Qual è la definizione del termine ambiente? Iniziamo con il dire che l’ambiente è un bene protetto dalla nostra Costituzione (artt. 9 e 117). L’art. 9 della Costituzione Italiana, aggiornato nel 2022, recita: 

“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”.

L’art 117 invece elenca le materie in cui lo Stato ha legislazione esclusiva e tra esse figura la tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali.

La definizione di ambiente

Qual è la definizione di ambiente? Il termine ambiente viene dal latino ambiens, participio presente del verbo ambire, che significa “andare intorno, circondare”. In quest’ottica potrebbe essere definito come “tutto ciò che sta intorno o che circonda qualcosa”.

Il significato del termine cambia a seconda della prospettiva dalla quale lo si guarda. Guardandolo dal punto di vista dell’uomo, ambiente significa l’insieme delle condizioni sociali, morali, culturali, storiche ed economiche in cui un individuo vive e che lo definiscono. Se ne evince che l’ambiente che circonda l’uomo ha dunque caratteristiche molto diverse da quello che circonda le altre specie viventi.

L’ambiente per le altre specie viventi è l’insieme dei fattori che ne influenzano la vita, ovvero il contesto fisico e biologico (clima, umidità, aspetti floristici e faunistici…) che circonda un organismo, una popolazione di individui o una comunità biotica (biocenosi).  

Ambiente culturale e ambiente biologico

Quando guardiamo all’ambiente da un punto di vista antropocentrico ci accorgiamo però che quello che più conta a definirci come specie e come individui è l’ambiente culturale in cui ci muoviamo. Esso influisce molto di più su chi siamo rispetto al clima e agli aspetti della flora e della fauna circostanti. 

Ovviamente una condizione economica e sociale è influenzata anche dall’ambiente fisico in cui si trova, ma grazie alla tecnologia Homo sapiens ha la possibilità di agire su molti aspetti dell’ambiente biologico. Pensiamo per esempio alle nostre grandi città costruite nel cuore del deserto o alla nostra capacità di coltivare aree un tempo paludose.

Proprio all’ombra di questa separazione o scollamento tra l’uomo e l’ambiente biologico e fisico in cui vive, si sono inserite le criticità ambientali e i gravi danni che stiamo causando all’ambiente. 

Nel corso degli ultimi millenni, dal Neolitico in poi, l’uomo ha iniziato infatti un lungo processo di alienazione rispetto all’ambiente in cui vive. A partire dalla nascita dell’agricoltura e dell’allevamento abbiamo iniziato a plasmare le risorse alimentari in base alle nostre esigenze, diventando sempre più alienati rispetto ai naturali equilibri dell’ambiente circostante. Causare squilibri a quell’ambiente è un’attività che l’uomo ha intrapreso millenni orsono ma che oggi, con l’esponenziale evoluzione tecnologica, ha raggiunto un impatto mai visto prima.

Ambiente e habitat in ecologia

Qual è la differenza tra ambiente e habitat in ecologia? L’ambiente è l’insieme dei fattori esterni a un organismo che ne influenzano la vita. Come già accennato, tra questi ci sono fattori abiotici, come per esempio temperatura, umidità, pressione, altitudine, litologia, geomorfologia, e fattori biotici (come ad esempio l’interazione con altri tipi di organismi che convivono nella stessa area e con le loro attività).

Il significato di habitat non si discosta molto da quello di ambiente. Anche l’habitat infatti è tutto ciò che circonda l’organismo. Il termine habitat però in ecologia si usa quando si parla di specie specifiche. L’habitat è dunque l’ambiente in cui vive una data specie in relazione con le altre.

Se la salute dell’ambiente è in pericolo, dunque, lo è anche quella di specifici habitat che minacciano la sopravvivenza delle specie che li abitano. Sono a rischio soprattutto le specie molto specializzate e meno opportuniste, che si adattano con difficoltà agli stravolgimenti degli habitat. 

Tipologie di ambienti

Dal punto di vista dell’ecologia si possono distinguere diversi tipi di ambiente. Innanzitutto si distinguono due macro categorie: 

  • l’ambiente acquatico (o subacqueo): si distingue a sua volta in ambiente marino, di acque docli e salmastre;
  • ambiente terrestre (o subaereo): a sua volta distinguibile in ambiente ipogeo (sotterraneo) ed epigeo.

Guardando ai macro sistemi paesaggistici riconosciamo anche qui diversi ambienti: quello desertico, della foresta equatoriale, la savana, la steppa e il bosco temperato. In base a fattori di tipo climatico o bio climatico riconosciamo un ambiente oceanico, continentale, sub mediterraneo e diversi altri sottogruppi di ambienti.

Ambiente naturale e ambiente antropico

Dal punto di vista antropocentrico nel linguaggio comune facciamo la distinzione di due tipi di ambienti: quello che chiamiamo naturale e quello antropico. L’ultimo include tutti gli ambienti in cui la mano dell’uomo ha modificato il territorio. L’ambiente antropico si distingue da quello naturale dove è invece meno evidente l’impatto delle attività umane. Diciamo meno evidente perché gli ambienti realmente selvaggi e intoccati dall’uomo in Italia e in Europa sono pochissimi. 

Permangono ancora in altri continenti ma sono in netta diminuzione. In ogni radura sono passati i pascoli, i roghi appiccati per fare spazio al pascolo e quasi ogni bosco è stato toccato per ricavarne legna da ardere. 

La distinzione tra naturale e antropico è quindi centrata sulla nostra prospettiva ma pochissimi ambienti sono di fatto al loro stato naturale, come sarebbero cioè se fosse stata solo la natura a governarli e non la mano dell’uomo. 

L’industria e la tecnologia nella modificazione (e distruzione) dell’ambiente

Homo sapiens è in grado di modificare, trasformare e spesso devastare l’ambiente che lo circonda in modo molto significativo. Molto di più di tutte le altre specie viventi.

La tecnologia, intesa come capacità di costruire strumenti che ci permettono di adattarci meglio e di avere successo dal punto di vista ecologico, ci ha permesso il progresso materiale. Allo stesso tempo la tecnica è alla base della rivoluzione industriale e lo sviluppo della tecnica alimenta il progresso attuale. E ad esso si accompagnano anche i disastri ambientali, le emissioni di CO2 e la produzione massiva di plastica, alla base dei gravi danni inflitti all’ambiente.

Il concetto di industria necessita di essere ripensato nella sua dimensione etica.

Allo stesso tempo è necessario creare un nuovo legame tra l’uomo e i fattori abiotici che lo circondano. L’uomo attualmente vive, infatti, come fosse estraneo all’ambiente e alla catena alimentare che lo caratterizza. Questa alienazione dall’ambiente permette lo scollamento che fa sì che le attività dell’uomo non vadano di pari passo con la tutela dell’ambiente che le ospita.

Criticità ambientali: il pianeta rischia di morire

Oggi la devastazione senza precedenti, l’uso incondizionato di risorse finite, la perdita di biodiversità e l’inquinamento ambientale ci hanno imposto di considerare il problema ambientale e di tutelare l’ambiente.

Ci accorgiamo, in un momento di estrema criticità, che la vita dell’uomo è legata a quella del pianeta in cui vive. Ci rendiamo conto della gravità del problema del cambiamento climatico e del riscaldamento globale e che la stessa vita dell’uomo e la sua prosperità è in pericolo in un pianeta in pericolo.

Quali sono i problemi ambientali?

Qui di seguito elenchiamo le più gravi criticità e problemi ambientali più scottanti di questi tempi.

  • Perdita di biodiversità

La biodiversità è la varietà delle specie viventi che popolano un dato ambiente. Si influenzano l’un l’altra e mantengono l’equilibrio e la resilienza della biosfera. Un ambiente povero di biodiversità è un ambiente fragile che provoca gravi danni alle specie che lo abitano, cambiando gli equilibri che ne regolano le relazioni.

  • Cambiamento climatico

Il cambiamento climatico che stiamo sperimentando in questi anni va nella tendenza di un grave riscaldamento globale. Assistiamo ad un’intensificazione dei fenomeni meteorologici estremi e alle conseguenti alluvioni, danni, inondazioni, avanzamento della desertificazione, incendi e scioglimento dei ghiacci. Il ciclo stesso dell’acqua, da cui dipendiamo, può risultarne compromesso. Il riscaldamento globale è connesso ai problemi di aumento dell’anidride carbonica, effetto serra, deforestazione, cementificazione e inaridimento del suolo.

  • Inquinamento

L’inquinamento, in tutte le sue forme, minaccia la nostra salute a breve e lungo termine e minaccia quella delle altre specie viventi. L’inquinamento ambientale e quello idrico minacciano la salubrità delle nostre acque nonché la vita negli ambienti marini, attraverso l’inquinamento marino da plastica. 

La stima dell’OMS per le morti da inquinamento atmosferico è di 4,2 milioni di decessi all’anno. Assistiamo ad un continuo aumento delle malattie neoplastiche e del sistema respiratorio.

Tra le forme di inquinamento distinguiamo tra inquinamento atmosferico, idrico, acustico, termico ed elettromagnetico, ognuno in grado di provocare danni all’ambiente e alla salute.

  • Deforestazione

La deforestazione, ovvero il taglio massiccio degli alberi,  è un processo in atto che implica l’aumento della CO2 nell’atmosfera venendo meno la capacità degli alberi di comportarsi come i polmoni verdi del nostro pianeta. Inoltre la deforestazione avviene di solito con i roghi che rilasciano in atmosfera la CO2 immagazzinata dagli alberi.

Il problema della deforestazione è connesso a quello dei disastri naturali. Gli effetti di piogge e alluvioni si intensificano infatti in seguito al degrado del suolo e alla mancanza di protezione delle foreste. Le foreste svolgono numerosi servizi ecosistemici tra cui l’immagazzinamento e la depurazione dell’acqua piovana, come fossero spugne che trattengono le impurità.

Abbiamo già detto come la deforestazione va a impoverire quel cuscinetto tra noi e gli animali selvatici aumentando il rischio del passaggio di virus e altri patogeni da una specie all’altra.

Le Nazioni Unite e la salvaguardia ambientale

Il concetto di salvaguardia ambientale è figlio degli anni Settanta. Nel 1972 si tenne a Stoccolma la Conferenza delle Nazioni Unite per l’Ambiente umano sul tema della problematica ambientale legata alle politiche di sviluppo. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite istituì l’UNEP (United Nation Environment Programme), un’agenzia deputata a promuovere e coordinare l’azione ambientale con particolare riferimento allo sviluppo sostenibile.

Nel 1992 la Conferenza delle Nazioni Unite sull’Ambiente e lo Sviluppo tenutasi a Rio de Janeiro portò gli Stati alla sottoscrizione di numerosi documenti. Questi documenti erano orientati a salvaguardare la natura quali, attraverso la Convenzione sul cambiamento climatico (UNFCCD) e quella sulla diversità biologica (CBD).

Purtroppo, ancora oggi, le stesse Nazioni Unite agiscono in modo timido, incapaci di essere risolutive. È necessaria una presa d’atto, che costituisca lo strumento tecnico giuridico per imporre alle nazioni il rispetto della natura.

Agenda 2030 ONU

Nel 2015 con l’Agenda 2030 dell’ONU gli obiettivi di salvaguardia climatica sono diventati elementi fondamentali di un piano più ampio. Gli stati che aderiscono all’ONU si sono infatti impegnati a mettere a punto un piano che porti al miglioramento delle condizioni di vita sul globo entro il 2030.

A sostegno degli obiettivi di salvaguardia ambientale ci sono quelli per uno sviluppo sostenibile, includendo una serie di politiche per garantire l’equità delle risorse economiche e sociali a tutti gli individui. Garantiscono inoltre che le generazioni future non abbiano a disposizione meno risorse di quelle presenti.

G20 2021: l’ Italia presiede per la tutela dell’ambiente

Nella sessione “ambiente, clima ed energia” di Napoli, del 13 e 14 settembre, il Premier Mario Draghi ha sottolineato quanto sia importante la tutela dell’ambiente.  Tanto è che “il G20 ha riaffermato l’impegno a contenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi e a raggiungere zero emissioni nette entro il 2050”. In più a “raccogliere finanziamenti pari a almeno 100 miliardi di dollari l’anno per aiutare i Paesi in via di sviluppo nella transizione ecologica”.

Uno degli strumenti fondamentali è il principio di precauzione che si traduce nell’evitare azioni che possono rivelarsi dannose. Il rischio deve essere prevenuto, anche attraverso la rimozione ovvero bonifica dei materiali dannosi e con sistemi di produzione puliti.

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Il G20 di Roma e la tutela dell’ambiente sociale

Nel G20 di Roma (30 e 31 ottobre 2021), il Premier Mario Draghi ha presieduto il G20, rendendo credibile la svolta ambientalista per la tutela del Pianeta. Persone, pianeta e prosperità sono state le muse ispiratrici di tutta la politica internazionale, salvo alcune eccezioni.

Infatti, gli stati canaglia, tra i quali la Cina, tra i maggiori inquinatori vorrebbero continuare, preferendo sacrificare la salute e l’ambiente al profitto. Così si è verificato anche per quanto riguarda l’amianto, ancora utilizzato dall’India, dalla Cina, dalla Russia etc.. Tanto è che non è stato ancora bandito dall’OMS, nonostante sia un potente cancerogeno. Anche in quest’ultimo vertice, nonostante l’impegno di molti, la silenziosa opposizione di questi stati è stata assordante.

In questo vertice, ha trovato conferma il rapporto tra consumo dell’ambiente ed economia ed equilibri sociali. La pandemia COVID-19 ha provocato la crisi sociale e sanitaria, che è ancora più devastante nelle aree più fragili del pianeta. Se l’Europa e il Nord America hanno arginato il virus con i vaccini, in Africa, in Sud America e nelle altre aree povere, non esiste alcun argine.

Tutela dell’ambiente e transizione ecologica

Per la prevenzione del disastro irreversibile e la morte del Pianeta, occorre bloccare la deforestazione e ridurre e le immissioni e le altre forme di inquinamento. La rimozione dei rifiuti, a maggior ragione quelli maggiormente inquinanti, il riciclo, etc., sono strumenti fondamentali.

Inoltre, è molto importante la c.d. transizione ecologica, che dovrà essere globale come lo è l’economia, la politica e la cultura. Per questi motivi, nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, 68 miliardi di euro sono destinati proprio alla transizione ecologica. Ci si avvia, dunque, ad una nuova organizzazione dell’economia che non consumi l’ambiente, e che anzi lo tuteli. Una forte ipoteca sul futuro dell’umanità è imposta dalla Cina e da altri Stati poco attenti alla tutela dell’ambiente e della salute.

Nel futuro, si dovranno assumere iniziative più forti per bloccare questo scempio alimentato in modo particolare dalla Cina. Un esempio per tutti: il 30% delle emissioni di CO2 si verificano in Cina. Non a caso sempre la Cina, è al vertice della produzione e dell’utilizzo di amianto.

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Rete Natura 2000

In Europa il tema sulla salvaguardia dell’ambiente è legato alle direttive europee in materia ambientale. Riguardo la tutela ambientale, la direttiva Uccelli e la direttiva Habitat hanno fornito gli strumenti per l’applicazione e creazione da parte dei singoli stati di: zone di interesse protezionistico (ZIP) e siti di interesse comunitario (SIC) della Rete Natura 2000.

I ZIP proteggono gli habitat di uccelli migratori che hanno bisogno di corridoi ecologici lungo i quali muoversi. Molti uccelli, infatti, sono specie altamente specializzate. Hanno altresì bisogno di habitat ben definiti in cui continuare a trovare le condizioni adatte alla sopravvivenza (habitat di greti di fiumi, pantani, zone umide).

I SIC hanno permesso invece di creare una rete di siti di interesse comunitario in cui vivono specie floristiche e faunistiche a rischio. La novità sta nell’aver incluso in queste aree anche zone interessate dalla presenza antropica, compresi ambiti di proprietà privata. L’uomo infatti nel corso della sue attività ha creato degli ambienti in cui hanno trovato rifugio specie a rischio. Ci riferiamo per esempio alle campagne in cui si pratica l’agricoltura tradizionale e non intensiva e pascoli.

L’ambiente oggi in Italia e nel mondo

Come detto più su, gli ambienti naturali, intoccati dall’uomo e dalle sue attività, sono quasi del tutto scomparsi, specialmente in Europa e in Italia. Ogni singolo angolo del nostro paese ha subito una trasformazione causata dalle attività umane.

In epoca romana l’insanabile divisione tra ambiente urbano, il saltus e la natura era già avvenuta. L’ambiente, diviso da strade e coltivi, era già frammentato e considerato indiscriminatamente come una risorsa per l’uomo. Pochissimi boschi d’Europa non sono stati mai interessati dal taglio e dall’uso forestale degli alberi. 

Oggi assistiamo ad una tutela dei boschi di pregio e all’aumento di riserve integrali e aree protette e a politiche mirate per la salvaguardia della biodiversità.

Per quanto riguarda invece l’inquinamento marino da plastica e l’inquinamento atmosferico le politiche in atto sono ancora troppo timide e povere per essere protagoniste di una vera e propria inversione di marcia. 

Salvaguardia ambientale e tutela della salute

Qual è la definizione di tutela ambientale? La tutela dell’ambiente, nella specifica definizione giuridica di ambiente, incarna la necessità di salvaguardia dei diritti. Questi ultimi riferiti ai singoli ed alla collettività.

Infatti, beni universali debbono ricevere una tutela di carattere collettivo, ed anche preventivo. Secondo definizione ambiente, come la salute, sono beni che se lesi pongono in discussione il futuro stesso dell’umanità.

Tutela dell’ambiente e principio di precauzione

La tutela dell’ambiente è interconnessa con la tutela della salute. Non esiste infatti una collettività sana senza un ambiente sano. Per salvaguardare ambiente e salute è importante affidarsi al principio di precauzione. Infatti prevenire il rischio di esposizione a cancerogeni, come l’amianto, è l’unico modo per ridurre a zero il rischio per la salute.

Il principio di precauzione, citato nell’articolo 191 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, garantisce un alto livello di protezione dell’ambiente grazie alla prevenzione del rischio.

Questo principio di precauzione può essere invocato quando un fenomeno, un prodotto o un processo può avere effetti potenzialmente pericolosi per l’uomo, individuati tramite una valutazione scientifica e obiettiva. Quindi il ricorso al principio di precauzione è giustificato solo quando riunisce tre condizioni:

  • identificazione degli effetti potenzialmente negativi;
  • valutazione dei dati scientifici disponibili;
  • ampiezza dell’incertezza scientifica.

Le fibre di amianto e l’inquinamento ambientale: danni alla salute

L’inquinamento ambientale da amianto è una delle forme di inquinamento più dannose per la salute. L’amianto ha capacità cancerogene causate dalle sue sottilissime fibre che si disperdono nell’ambiente e vengono facilmente inalate. 

Essendo un minerale ampiamente presente in natura ed economico da trattare e con qualità tecniche incredibili di resistenza al calore e alla trazione è stato usato in centinaia di applicazioni in tutto il mondo. Il cemento-amianto, chiamato Eternit dalla principale ditta produttrice) è  stato usato negli edifici comprese le scuole e gli ospedali, e negli stessi acquedotti per l’acqua potabile. La Legge 257 del 1992 che ha messo al bando l’amianto, pur avendo vietato l’estrazione e la produzione di questi materiali non ha risolto il problema. Infatti, l’utilizzo è stato così massiccio che ancora oggi, a circa 30 anni dall’entrata in vigore della Legge, l’amianto è presente nella misura di 1 milione di siti e micrositi in Italia. Nel 2021, così come nel 2020, sono più di 7mila i nuovi decessi per malattie asbesto correlate

Per affrontare e risolvere il problema amianto è quindi indispensabile bonificare, così da evitare la dispersione delle fibre e la loro inalazione o ingestione, realizzando la cosiddetta prevenzione primaria. Solo così, è possibile evitare le esposizione e dunque i danni alla salute oltre che all’ambiente e fermare questa strage. 

Qui potete sfogliare il Libro bianco delle morti di amianto in Italia.

Prevenzione del cancro con la politica di tutela dell’ambiente 

Oltre a questo agente inquinante, ce ne sono stati e ce ne sono molti altri. L’inquinamento danneggia anche la salute individuale. Infatti, sono in costante aumento i numeri delle malattie neoplastiche e cancro. L’ambiente, quello naturale e quello di vita, è contaminato da centinaia di cancerogeni e agenti nocivi.

Oltre all’amianto, anche l’ uranio impoverito, le radiazioni ionizzanti e tante altre sostanze nocive avvelenano l’ambiente e il corpo degli essere umani. Utilizzare materiali sani, anche nelle abitazioni, e nella produzione, testare preventivamente le nuove molecole chimiche, eliminare gli agenti dannosi sono i presupposti indispensabili per il futuro.