In questa guida ci occupiamo del crisotilo, l’amianto più utilizzato nel mondo e con un ampio utilizzo in tutti i campi dell’industria e nell’edilizia. Vediamo cos’è, qual è la sua formula chimica, dove è stato usato e scopriamo tutto sulla sua pericolosità.

Le vittime di esposizione lavorativa al crisotilo hanno diritto al riconoscimento della malattia professionale o causa di servizio, a seconda del settore di impiego. Con questi riconoscimenti si ha diritto ad una serie di benefici previdenziali e indennizzi previsti dalla legge. Tutte le vittime hanno inoltre diritto al risarcimento integrale dei danni subiti, ovvero al differenziale non coperto con le previdenze INAIL e di causa di servizio. Le somme maturate in vita dalla vittima spettano ai suoi eredi legittimi in caso di decesso.

Crisotilo: cos’è e formula chimica del minerale di amianto

Come recita il titolo di questo paragrafo, il crisotilo è un minerale di amianto. Quando si parla di amianto infatti non ci si riferisce a un solo mierale, ma ad un gruppo di minerali accomunati da caratteristiche simili, ovvero dalla noro natura asbestiforme. Che significa? Che la loro struttura gli permette di suddividersi in fibre longitudinali via via più sottili, chiamate fibrille. Questa capacità è alla base della pericolosità dei minerali di amianto, perché le fibrille vengono facilmente ingerite e inalate causando infiammazioni gravi e cancro.

l crisotilo (dal greco χρυσός che significa fibra d’oro) è anche detto amianto bianco-verde-grigio-giallastro per via del colore con il quale si presenta. È l’unico minerale di amianto a far parte del gruppo dei serpentini. Tutti gli altri sono anfiboli.

Silicato idrato di magnesio, la sua formula chimica è 3MgO,2SiO,2H2O – n. CAS 12001-29-5. Le fibre di crisotilo sono di lunghezza variabile, soffici e setose, con elevata resistenza meccanica e flessibilità.

Ad assegnare il nome fu il mineralogista tedesco Franz von Kobel, che nominò per la prima volta i campioni di crisotilo dal Canada nel 1843.

Appartiene alla famiglia dei silicati, precisamente alla sottoclasse dei fillosilicati ed è il più noto del gruppo dell’amianto.

Il minerale fibroso è uno dei tre polimorfi del serpentino, accanto ad antigorite e lizardite. 

A occhio nudo, il crisotilo si presenta con una forma cilindrica, mentre la lizardite adotta una struttura planare e l’antigorite una struttura ondulata (Wicks, 1979). 

Ed è proprio questa variazione strutturale, benché minima, a conferire a ciascuno di essi proprietà diverse.

Tutte le caratteristiche del crisotilo nel dettaglio

Come tutti i minerali di amianto ha una buona tenuta degli agenti alcalini, un’alta temperatura di decomposizione (compresa tra i 450-700°C) ed è di gran lunga il tipo di amianto più diffuso. Grazie infatti alla sua resistenza e flessibilità e all’ampia presenza in natura è stato di gran lunga l’amianto più utilizzato, in Italia e nel mondo.

Ecco altre caratteristiche del crisotilo:

  • Durezza Mohs: compresa tra 2,5 e 3
  • Colorazione: varia da bianco a marrone dorato, grigio, verde o grigio-verde; talvolta presenta tonalità gialle, bruno-giallastre o marroni; può essere venato o screziato
  • Struttura cristallina: Monoclinica (clinocrisotilo); Ortorombica (ortochirostile, paracrisotilo)
  • Lustro: di tipo setoso
  • Trasparenza: traslucido
  • Indice di rifrazione: compreso tra 1,56 e 1,57
  • Densità: tra 2,51 e 2,63
  • Scollatura: assente
  • Frattura: di tipo fibrosa
  • Striscia: di colore bianco
  • Luminescenza: talvolta mostra una fluorescenza debole di colore giallo pallido
  • Pleocroismo: non presente
  • Effetti ottici: a volte mostra chiacchiere

Le fibre appaiono bianche e setose, mentre gli aggregati all’interno delle vene spesso presentano tonalità verde o giallastre.

Proprietà meccaniche del crisotilo: quali sono?

Oltre alle caratteristiche cristalline, il crisotilo ha proprietà meccaniche che lo distinguono. Le sue fibre mostrano una resistenza alla trazione superiore rispetto ad altri minerali di amianto, ma sono meno resistenti agli acidi rispetto agli anfiboli fibrosi.

Minerale più sensibile al calore rispetto ad altri minerali di amianto

l crisotilo è un minerale idratato che può trasformarsi nel tempo e con il calore in silicato amorfo e/o forsterite. Questa trasformazione avviene a temperature variabili: la conversione in silice amorfa può verificarsi a temperature di circa 150°C, mentre la deidrossilazione completa richiede temperature intorno ai 650°C.

Tre varietà di crisotilo: quali sono?

Esistono tre varietà di crisotilo: il clinocrisotilo, il più diffuso, l’ortocrisotilo, più raro, e il paracrisotilo, estremamente raro. Il clinocrisotilo ha un sistema cristallino monoclinico, mentre l’ortocrisotilo e il paracrisotilo hanno un sistema cristallino ortorombico, con un indice di rifrazione più elevato rispettivamente parallelo e perpendicolare all’asse lungo delle fibre.

A queste si agigungono alcune varietà meno note che includono il crisotilo di alluminio, ricco di alluminio, il chrysotilasbest, con portamento asbestiforme, e l’ishkildite, che contiene più silice e presenta proprietà ottiche diverse rispetto agli altri tipi di crisotilo.

Dove si trovano i maggiori giacimenti di cristoilo?

La presenza predominante del crisotilo si manifesta nelle peridotiti (rocce ultramafiche caratteristiche del mantello superiore, costituite essenzialmente da olivina )

I più vasti giacimenti mondiali di questo tipo si trovano nel Quebec e negli Urali in Russia, in cui le fibre, orientate lungo la vena, possono variare in lunghezza da meno di 1,3 cm a volte fino a oltre 15 cm.

Estrazione e impiego del crisotilo in italia

In passato, il crisotilo veniva estratto dalle cave della Val Malenco in alta Valtellina e della Val di Susa, regioni rinomate per la loro abbondanza di questo prezioso minerale. In particolare, la cava di Balangero rappresentava una delle principali fonti di approvvigionamento di crisotilo, essendo il luogo di estrazione più significativo.

Il processo per trasformare il crisotilo in amianto richiedeva specifiche operazioni idrotermali a bassa pressione e temperatura. Questi processi, generalmente poco dispendiosi, consentivano di ottenere amianto in modo efficiente ed economico.

Il crisotilo ha la capacità di legarsi facilmente a una varietà di materiali da costruzione, come calce, gesso e cemento, così come a polimeri come gomma e PVC. Questa sua caratteristica ha favorito la sua diffusione rapida in numerosi manufatti di uso quotidiano e componenti industriali, grazie alla sua capacità di essere integrato in matrici solide e adattabili secondo le esigenze.

In passato, il crisotilo è stato utilizzato in una vasta gamma di prodotti commerciali, sfruttando le sue proprietà fibrose, la resistenza al fuoco e la bassa conducibilità termica. Era presente nelle guarnizioni dei freni delle automobili, nelle caldaie, e nell’isolamento di tubi, condotte, tetti, soffitti, pareti e pavimenti di edifici residenziali e industriali.

Il crisotilo, insieme a quantità minori di amosite e crocidolite, costituiva la base delle celebri lastre di Eternit. Queste lastre, sia piane che ondulate, realizzate in cemento amianto, trovavano ampio impiego soprattutto per la copertura di capannoni e altri edifici.

L’Italia, in qualità di secondo produttore mondiale di cemento-amianto, giocò un ruolo significativo nella diffusione globale di questi materiali. L’introduzione del crisotilo in matrici compatte di cemento, noto come cemento-amianto, fu determinante per il successo e la vasta diffusione dei prodotti di amianto a livello mondiale. Nel 1992, circa 28 milioni di tonnellate di prodotti in cemento-amianto furono fabbricate in circa 100 Paesi, testimoniando l’ampia portata e l’importanza economica di questa industria.

Crisotilo amianto pericolosità per la salute

Il crisotilo, come tutti i minerali di amianto, è pericoloso per la salute umana.

Una vasta letteratura scientifica conferma che l’amianto, incluso il crisotilo, provoca seri danni alla salute, su scala globale.

Una volta inalate o ingerite, le fibre di crisotilo provocano gravi infiammazioni (asbestosiplacche pleuriche e ispessimenti pleurici) che attraverso il fenomeno della cancerogenesi, possono evolvere in neoplasie. Tra questi il cancro ai polmoni, alle ovaie, alla laringe e altre neoplasie.

I vari tipi di mesoteliomi (pleuricoperitonealepericardico e testicolare) tra tutte le malattie amianto sono i più aggressivi e possono essere causati esclusivamente dall’esposizione alle fibre di amianto, compreso il crisotilo.

Il parere dell’OMS sulla pericolosità dell’amianto

L’OMS ha chiaramente precisato che tutti gli amianti, compresi i serpentini e, dunque, il crisotilo, sono cancerogeni:

“All types of asbestos cause lung cancer, mesothelioma, cancer of the larynx and ovary, and asbestosis (fibrosis of the lungs). Exposure to asbestos occurs through inhalation of fibres in air in the working environment, ambient air in the vicinity of point sources such as factories handling asbestos, or indoor air in housing and buildings containing friable (crumbly) asbestos materials”.

L’OMS prosegue affermando che sono circa 107mila ogni anno i decessi di amianto nel mondo. In Italia sono più di 6000 le vittime amianto nel 2019. I numeri aggiornati del mesotelioma in Italia si trovano nel VII rapporto RENAM e in “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia (ed.2022)“, a cura dell’Avv. Ezio Bonanni.

Inoltre, una scheda informativa dell’OMS precisa che:

  • se anche i luoghi attuino misure in grado di ridurre al minimo il rischio di esposizione, utilizzando ferrei controlli, non si potrà impedire completamente l’esposizione, a meno che l’amianto non sia rimosso;
  • l’esistenza o il riutilizzo di materiali contenenti amianto, nelle abitazioni o luoghi di lavoro, mette a repentaglio l’intera comunitàperché c’è il rischio di propagazione delle polveri, e quindi, di esposizione e di danni alla salute;
  • le catastrofi naturali (terremoti, uragani, tsunami e inondazioni) compromettono inevitabilmente qualsiasi approccio “controllato” al mantenimento di materiali contenenti amianto nell’ambiente.

Esposizione professionale e non professionale al crisotilo

miniere
estrazione di amianto

L’esposizione professionale al crisotilo causa gravi malattie. Questa correlazione è stata accertata sia per l’intensità (dose) sia per la durata dell’esposizione. In particolare gli anfiboli sono tra i principali responsabili dell’infausto mesotelioma.

Oltre ai lavoratori esposti al patogeno, anche l’esposizione non professionale all’amianto è un rischio crescente. Utile precisare infatti che tuttora il minerale è presente in molti edifici pubblici e privati costruiti prima della sua messa al bando, che in Italia è avvenuta con la legge 257/92. 

La presenza nell’ambiente mette a rischio la comunità, poiché la manutenzione o la rimozione dei materiali contenenti amianto comporta il potenziale rilascio di fibre delle sottilissime fibre, soprattutto durante eventi catastrofici come cicloni e terremoti.

Pericolosità del crisotilo: malattie amianto correlate

La pericolosità amianto si manifesta con:

  • mesoteliomi (peritoneale, pleurico, pericardico e della tunica vaginale del testicolo)
  • cancro delle ovaie
  • tumore della laringe
  • tumore del polmone

Queste neoplasie sono inserite dall’INAIL nella lista I tra le patologie amianto correlate. Per esse vige la presunzione legale d’origine della malattia. Il lavoratore non è tenuo a dimostrare il nesso causale, ma solo la presenza dell’amianto sul posto di lavoro. Il cancro dello stomaco, il cancro del colon retto sono inseriti nella lista II dell’INAIL) e il tumore dell’esofago  rientra nella lista III dell’INAIL. Per quanto riguarda queste ultime patologie la loro incidenza per cause lavorative viene ritenuta meno probabile e non vige la presunzione legale d’origine della malattia.

Purtroppo per i dipendenti delle Forze dell’Ordine e del Comparto Sicurezza non assicurati INAIL non è mai prevista la presunzione legale d’origine della malattia. Per ottenere indennizzi e benefici per causa di servizio sono tenuti in ogni caso a dismotrare il nesso causale.