Abbiamo più volte parlato del radon, gas naturale invisibile e inodore che può accumularsi negli edifici, soprattutto nei piani bassi e negli ambienti interrati. Indicato dallo IARC come cancerogeno certo di gruppo 1, prima causa di tumore al polmone nei non fumatori e la seconda in assoluto.
Per affrontare questo tema, si terrà a Roma un incontro tecnico-scientifico dedicato alla prevenzione e alla gestione del rischio.
L’evento è organizzato dall’Ordine dei Geologi del Lazio e si svolgerà il 30 giugno 2026 presso il Parco Regionale dell’Appia Antica – Ex Cartiera Latina, in Via Appia Antica 42.
Obiettivo del convegno
L’incontro ha un obiettivo chiaro: migliorare la conoscenza di questo gas radioattivo nel sottosuolo e ridurre i rischi negli ambienti chiusi.
Il focus è sulla prevenzione, che parte dalla geologia del territorio. Capire dove il radon è più probabile è fondamentale per pianificare nuove costruzioni, intervenire sugli edifici esistenti e proteggere la salute delle persone.
Geologia e prevenzione: un legame diretto
Il radon deriva naturalmente dal terreno. Per questo la geologia è centrale nella valutazione del rischio.
Durante il convegno si discuterà di mappatura delle aree a potenziale elevato radon, uso dei dati geologici nella pianificazione urbana e integrazione tra territorio ed edilizia.
L’idea è semplice: conoscere il sottosuolo aiuta a prevenire problemi negli edifici.
Normativa e pianificazione
Il tema del radon rientra nelle principali normative europee e italiane sulla radioprotezione.
I riferimenti principali sono:
Un punto importante riguarda le aree prioritarie, che le Regioni devono individuare sulla base dei dati disponibili. Queste zone richiedono attenzione maggiore e misure preventive specifiche.
Il contributo scientifico
Uno degli interventi principali sarà affidato a Giancarlo Ciotoli (CNR-IGAG).
Il suo contributo si concentrerà sul ruolo della geologia nella gestione del rischio, la definizione delle aree prioritarie basate su dati geologici e applicazioni pratiche nel contesto del Lazio.
L’obiettivo è collegare ricerca scientifica e strumenti operativi.
Un confronto tra istituzioni e professionisti
Il convegno è un momento di confronto tra enti pubblici, tecnici, professionisti, amministrazioni locali e mondo della ricerca. La perimetrazione delle zone prioritarie è considerata un passaggio chiave. L’iniziativa è pensata per geologi e tecnici, per chi si occupa di salute ambientale,professionisti dell’edilizia.
Un’attenzione particolare sarà dedicata alla Regione Lazio. Si discuterà infatti di strumenti utili per definire le aree a rischio, migliorare le indagini sul territorio e orientare le politiche di prevenzione.
La prevenzione passa dalla conoscenza del territorio e dalla corretta pianificazione. Sarà quindi un’occasione per unire scienza, istituzioni e professioni tecniche in un unico obiettivo: rendere gli ambienti chiusi più sicuri.
