L’U.S. Geological Survey (USGS) ha pubblicato il report Mineral Commodity Summaries 2026, che offre un quadro aggiornato sul mercato mondiale dell’amianto. Il documento raccoglie i dati relativi al 2025, analizzando produzione mineraria, consumi, riserve, commercio internazionale e principali tendenze del settore.
Il Mineral Commodity Summaries 2026 è infatti una delle principali pubblicazioni dell’U.S. Geological Survey dedicate alle materie prime minerarie.
Per quanto riguarda l’amianto-asbesto, il rapporto fornisce dati aggiornati su produzione, consumi, commercio internazionale, riserve e prospettive del mercato, offrendo un quadro statistico di riferimento senza affrontare in modo approfondito le normative nazionali, fatta eccezione per le recenti misure adottate negli Stati Uniti.
Produzione mondiale di amianto nel 2025
Secondo il rapporto, la produzione globale di amianto rimane concentrata in pochi Paesi.
La Russia si conferma il principale produttore mondiale con circa 310.000 tonnellate estratte nel 2025. Seguono il Kazakistan e la Cina, entrambi con una produzione stimata di 250.000 tonnellate, mentre il Brasile raggiunge circa 150.000 tonnellate.
Nel complesso, la produzione mondiale è stimata in circa 960.000 tonnellate, in lieve aumento rispetto alle 949.000 tonnellate registrate nel 2024.
Consumi in calo negli Stati Uniti
Negli Stati Uniti il consumo di fibre di amianto grezzo continua a diminuire.
L’USGS stima che nel 2025 siano state utilizzate appena 50 tonnellate di amianto-asbesto, il valore più basso registrato negli ultimi decenni. L’intero fabbisogno è stato soddisfatto attraverso scorte già disponibili, poiché l’ultima miniera statunitense ha cessato l’attività nel 2002 e le importazioni di fibre di amianto sono vietate dal maggio 2024.
Verso la fine globale dell’utilizzo dell’amianto negli USA
Il report evidenzia che il settore cloro-alcali rappresenta ormai l’unico comparto industriale statunitense che utilizza ancora fibre di amianto, impiegate nei diaframmi di alcuni impianti per la produzione di cloro e idrossido di sodio.
Le disposizioni introdotte dall’Environmental Protection Agency (EPA) prevedono la sostituzione progressiva di questi sistemi con materiali alternativi. La maggior parte degli impianti dovrà completare la transizione entro il 2029, mentre i restanti avranno tempo fino al 2036.
Secondo il rapporto, anche l’ultima applicazione consentita per prodotti importati contenenti amianto, costituita da particolari guarnizioni industriali, dovrebbe essere eliminata entro il 2037, salvo eventuali modifiche derivanti dai procedimenti legali ancora in corso.
“E’ inaccettabile che nonostante i milioni di morti nella storia a causa dell’amianto esistano ancora Paesi che continuino a produrlo e commercializzarlo. Noi di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto ci auspichiamo che avenga presto una messa al bando totale, ma assistiamo ad una realtà ben diversa”. Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA dall’Italia. https://upidsa.it/pubblicazioni-upidsa/
Il consumo mondiale continua a diminuire
Anche su scala globale il consumo di amianto mostra una costante riduzione.
Nel 2025 la domanda mondiale di fibre grezze è stimata in circa 930.000 tonnellate, un valore inferiore di quasi il 55% rispetto ai circa 2 milioni di tonnellate registrati all’inizio degli anni Duemila.
Nonostante questo calo, il documento prevede che l’impiego dell’amianto continuerà ancora nei prossimi anni, soprattutto in alcuni Paesi asiatici dove viene utilizzato per la produzione di tubazioni in cemento, lastre per coperture e altri materiali destinati al settore delle costruzioni.
Le riserve mondiali di amianto
Il report USGS aggiorna anche i dati sulle riserve disponibili.
La Russia possiede le maggiori riserve mondiali, stimate in circa 110 milioni di tonnellate. Seguono il Kazakistan, con circa 20 milioni di tonnellate, il Brasile, con 11 milioni di tonnellate, e la Cina, che dispone di circa 7,1 milioni di tonnellate.
I materiali che sostituiscono l’amianto
Il documento dedica spazio anche alle alternative oggi disponibili.
Tra i principali materiali sostitutivi figurano il silicato di calcio, le fibre di vetro, le fibre ceramiche, le fibre di carbonio, le fibre di cellulosa e numerosi materiali sintetici, tra cui aramide, polietilene, polipropilene e PTFE. In alcune applicazioni vengono inoltre impiegati minerali come perlite, silice, serpentino e talco, quando non sono necessarie le proprietà meccaniche tipiche delle fibre di amianto.
Riferimenti
Report generale
U.S. Geological Survey (USGS).
Mineral Commodity Summaries 2025.
U.S. Department of the Interior, 2025.
https://doi.org/10.3133/mcs2025
Scheda specifica – Asbestos
U.S. Geological Survey (USGS).
Mineral Commodity Summaries 2025 – Asbestos.
Disponibile su:
https://pubs.usgs.gov/periodicals/mcs2025/mcs2025-asbestos.pdf
