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Ezio Bonanni e Pasquale Montilla

Exo-Metal Scan: ONA presenta una nuova frontiera della prevenzione oncologica

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  • Ultima modifica dell'articolo:Giugno 30, 2026

La crescente evidenza del ruolo dei fattori ambientali nella genesi delle patologie oncologiche sta contribuendo a ridefinire le strategie della medicina di precisione e della prevenzione personalizzata. In questo contesto si inserisce Exo-Metal Scan, un progetto italiano di ricerca finalizzato allo sviluppo di una piattaforma innovativa per la valutazione precoce del rischio oncologico associato alle esposizioni ambientali e professionali.

L’iniziativa si colloca nell’ambito della cosiddetta Environmental Precision Oncology, un approccio emergente che integra conoscenze provenienti dall’oncologia molecolare, dall’esposomica, dal biomonitoraggio umano e dalle tecnologie digitali avanzate con l’obiettivo di identificare precocemente i soggetti maggiormente vulnerabili agli effetti biologici degli agenti cancerogeni ambientali.

Obiettivi e tecniche

L’obiettivo del progetto è superare il paradigma tradizionale della prevenzione secondaria, basato prevalentemente sulla diagnosi precoce della malattia, per sviluppare strumenti in grado di individuare il rischio biologico prima dell’insorgenza del processo neoplastico clinicamente rilevabile.

Exo-Metal Scan prevede l’integrazione di differenti livelli di informazione biologica e ambientale attraverso l’utilizzo di metodologie di biomonitoraggio, biosensori di nuova generazione, sistemi di intelligenza artificiale e analisi esposomica. La combinazione di tali tecnologie consentirà la costruzione di profili individuali di esposizione e di suscettibilità biologica, finalizzati alla definizione di indicatori predittivi di rischio oncologico.

Particolare attenzione sarà rivolta all’esposizione cronica a metalli pesanti, fibre di amianto e ad altri contaminanti ambientali e occupazionali riconosciuti o sospettati di svolgere un ruolo nell’eziopatogenesi di diverse neoplasie. Numerose evidenze epidemiologiche e sperimentali hanno infatti documentato come l’interazione tra predisposizione individuale ed esposizioni cumulative rappresenti uno dei principali determinanti del rischio oncologico nella popolazione generale e nei lavoratori esposti.

Le interazioni dinamiche con i processi biologici

L’approccio esposomico adottato dal progetto consentirà di analizzare in maniera sistemica l’insieme delle esposizioni cui un individuo è sottoposto nel corso della vita, considerando non soltanto la presenza dei contaminanti, ma anche le loro interazioni dinamiche con i processi biologici cellulari e molecolari.

L’impiego di algoritmi di intelligenza artificiale e di strumenti di analisi avanzata dei dati permetterà inoltre di elaborare modelli predittivi in grado di correlare parametri ambientali, biomarcatori di esposizione e indicatori di risposta biologica, contribuendo allo sviluppo di sistemi di supporto alle decisioni cliniche e preventive.

Il progetto è promosso dall’oncologo clinico Pasquale Montilla responsabile dell’iniziativa con il contributo tecnologico dell’ingegnere biomedico Eugenio Montilla, nell’ambito di una collaborazione multidisciplinare che coinvolge competenze oncologiche, ingegneristiche, epidemiologiche e di sanità pubblica.

Tra gli obiettivi operativi di Exo-Metal Scan figurano la realizzazione di un prototipo clinicamente validabile, l’identificazione di nuovi biomarcatori di rischio esposomico e la definizione di modelli innovativi di stratificazione della popolazione in funzione delle differenti esposizioni ambientali e professionali.

La collaborazione con ONA e le altre realtà scientifiche coinvolte

Il progetto prevede inoltre il coinvolgimento di istituzioni scientifiche nazionali e dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), con l’intento di favorire il trasferimento delle conoscenze dalla ricerca alla pratica clinica e alle politiche di prevenzione.

La prospettiva proposta da Exo-Metal Scan contribuisce a delineare un’evoluzione del paradigma oncologico contemporaneo, nel quale l’esposizione ambientale assume progressivamente il ruolo di parametro clinico misurabile, monitorabile e integrabile nei percorsi di prevenzione personalizzata.

In tale scenario, la valutazione precoce del rischio individuale potrebbe affiancare la diagnosi precoce come elemento centrale delle future strategie di salute pubblica, promuovendo un modello di oncologia sempre più orientato all’anticipazione del rischio e alla prevenzione primaria delle malattie neoplastiche.

Tra i partner individuati figurano l’Università Cattolica del Sacro Cuore, la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, l’IRCCS San Raffaele di Milano, il Politecnico di Torino e il Consiglio Nazionale delle Ricerche.