Al momento stai visualizzando Ungheria, centinaia di strade con ghiaia potrebbero essere contaminate dall’amianto?
Foto free generica di ghiaia di andrefernandotv da Pixabay

Ungheria, centinaia di strade con ghiaia potrebbero essere contaminate dall’amianto?

  • Autore dell'articolo:
  • Ultima modifica dell'articolo:Giugno 4, 2026

Una scoperta sorprendente quella divulgata dalla rivista europea Euronews, secondo la quale oltre 300 superfici stradali nell’Ungheria occidentale conterrebbero contaminati con aggregati contenenti amianto. Si tratterebbe soprattutto di superfici ricoperte da ghiaia contenenti amianto naturale provenienti da alcune cave situate nel Burgenland. Nonostante i rischi sanitari associati all’amianto fossero noti da anni, questi siti sarebbero stati chiusi soltanto nel dicembre 2025.

Le associazioni ambientaliste, come Greenpeace, hanno evidenziato che la problematica si è estesa anche oltre confine. Secondo la fonte la ghiaia con asbesto sarebbe stata esportata in Ungheria dall’Austria.

Ricordiamo inoltre che attualmente in Europa non esiste una regolamentazione preventiva dell’amianto presente in natura.

Il geologo Weiszburg in Ungheria e l’Osservatorio Amianto in Italia

Tamás Weiszburg, geologo ed ex capo del dipartimento di mineralogia dell’Università Eötvös Loránd, ha spiegato come le fibre di amianto siano in grado di eludere i meccanismi di difesa dell’organismo e provocare il cancro. .

“Come un serpente, penetra nel flusso d’aria e può raggiungere i bronchi senza essere espulso. Non può essere fagocitato correttamente dai meccanismi di difesa, il che può portare a uno stato infiammatorio permanente. Questa condizione può, nel tempo, evolvere in tumore.”

Una dinamica internazionalmente riconosciuta e spesso spiegata anche in Italia dallAvv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Il post amianto sui social del ministro dell’Ambiente locale

“Porterò all’attenzione del governo la questione della contaminazione da amianto nell’Ungheria occidentale. Abbiamo già individuato oltre 300 siti in tre contee e il nostro obiettivo è fermare la dispersione della polvere e bonificare completamente l’area. L’errore non può restare impunito. Credo che la questione debba essere discussa tra i ministeri e che si debba prendere una decisione rapidamente.” Ha affermato il ministro dell’Ambiente ungherese László Gajdo in un post su Facebook.

Il primato e il paradosso che non riguarda solo l’Ungheria

L’Ungheria ha vietato l’amianto nel 1992, precedendo il bando totale imposto successivamente su tutto il territorio dell’Unione Europea. Nonostante ciò, a causa del diffuso utilizzo nel corso del XX secolo, il materiale è ancora ampiamente presente in molte vecchie strutture e tetti del Paese. Ovviamente il problema riguarda il mondo intero, non solo l’Ungheria.

L’accusa di Green Peace

Secondo Greenpeace, il Ministero austriaco dell’Ambiente aveva già emesso nel 1995 un avviso sui rischi legati alla ghiaia contaminata da amianto. Tuttavia, l’attività estrattiva è proseguita e il materiale è stato impiegato per la copertura di strade comunali, aree pubbliche, parchi giochi e zone vicine a scuole e strutture sanitarie.

Le indagini dell’organizzazione ambientalista hanno inoltre ricostruito i percorsi di distribuzione dei materiali provenienti dalle cave.

«Le analisi ufficiali mostrano che il contenuto di amianto nei prodotti estratti varia dal 3 al 100 per cento. Oltre cinquanta campioni prelevati in diversi siti hanno evidenziato la presenza di fibre di amianto in ghiaia, sabbia e asfalto frantumato», ha spiegato Stadler.

Vedi il video su Euronews.