Il 2 febbraio è stata la Giornata Mondiale delle Zone Umide ed il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto, ha evidenziato il ruolo fondamentale di questi ecosistemi nella salvaguardia dell’acqua e nella risposta ai cambiamenti climatici.
Cosa si intende per zona umida
Una zona umida è un ambiente naturale in cui acqua e suolo convivono in modo permanente o temporaneo. Questa compresenza crea ecosistemi di transizione, estremamente dinamici, nei quali le condizioni idrologiche influenzano direttamente la vegetazione e la fauna presenti.
Secondo la definizione adottata dalla Convenzione internazionale di Ramsar, le zone umide comprendono paludi, acquitrini, torbiere e bacini naturali o artificiali, con acque ferme o in movimento, dolci, salmastre o salate. Rientrano in questa categoria anche le acque marine costiere poco profonde, purché la profondità non superi i sei metri durante la bassa marea. I siti che possiedono queste caratteristiche e che rivestono un’importanza particolare, soprattutto come habitat per gli uccelli acquatici, possono essere riconosciuti come zone umide di importanza internazionale.
In questo quadro rientrano ambienti molto diversi tra loro, come laghi, fiumi, foci, stagni, lagune, paludi salmastre e litorali costieri, ma anche strutture artificiali quali invasi, canali, casse di espansione e saline. In Italia, i siti Ramsar riconosciuti sono oltre cinquanta e coprono una superficie complessiva di circa 60 mila ettari.
50 anni di impegno italiano per le zone umide
Quest’anno la celebrazione ha assunto un significato particolare, poiché coincide con il 50° anniversario della ratifica italiana della Convenzione di Ramsar, firmata in Iran nel 1971. La Convenzione di Ramsar identifica le Zone Umide di Importanza Internazionale, strumenti chiave per la conservazione della biodiversità e la gestione sostenibile delle risorse idriche.
Attualmente, l’Italia conta 63 zone umide riconosciute, a cui si aggiungono tre siti Ramsar in fase di designazione, sottolineando l’impegno nazionale nella tutela di questi ambienti unici.
Zone umide come soluzioni basate sulla natura
Il Ministro Pichetto ha dichiarato:
“Le zone umide sono elementi chiave per la salvaguardia della risorsa idrica e forniscono una grande quantità di servizi ecosistemici: la loro tutela è una vera soluzione basata sulla natura, in risposta al clima che cambia”.
Questi ecosistemi svolgono un ruolo essenziale nella regolazione idrica, nel controllo delle inondazioni e nella filtrazione degli inquinanti, contribuendo anche a mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici sulle comunità locali.
Minacce e strategie di tutela
Tra le principali minacce alle zone umide, Pichetto ha citato l’avanzamento del cuneo salino e altri impatti legati al clima in mutamento. La loro protezione è quindi una priorità del Ministero, integrata in strumenti di pianificazione strategica sulla biodiversità e piani di adattamento ai cambiamenti climatici.
Il ministro ha sottolineato la necessità di una coesione istituzionale e amministrativa, fondamentale per garantire la conservazione di queste aree cruciali per la biodiversità e i servizi ecosistemici che offrono.
Messaggio per la Giornata Mondiale
La Giornata Mondiale delle Zone Umide 2026 rappresenta un’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di questi ecosistemi. Promuovere azioni di tutela integrate e sostenibili. Oltre a riconoscere il contributo delle zone umide alla resilienza climatica e alla sicurezza idrica.
Il messaggio del ministro Pichetto rafforza l’idea che la protezione delle zone umide non sia solo un obiettivo ambientale, ma anche una strategia concreta per affrontare le sfide legate al cambiamento climatico.
Perché le zone umide sono così importanti
Le zone umide svolgono una funzione essenziale dal punto di vista idrogeologico. Agiscono come sistemi naturali di regolazione delle acque, attenuando le piene dei fiumi e riducendo il rischio di alluvioni. Durante gli eventi di piena assorbono grandi quantità d’acqua, rilasciandola lentamente nei periodi di siccità, contribuendo così anche alla ricarica delle falde acquifere.
Dal punto di vista chimico e fisico, questi ambienti funzionano come veri e propri filtri naturali. La vegetazione tipica delle zone umide è in grado di trattenere nutrienti e sostanze inquinanti, favorendo la depurazione delle acque e la decomposizione della materia organica attraverso processi microbici.
L’importanza biologica delle zone umide è altrettanto rilevante. A livello globale rappresentano uno degli habitat più ricchi di biodiversità e sono indispensabili per la sopravvivenza di numerose specie animali e vegetali. Molti uccelli migratori e specie a rischio di estinzione dipendono direttamente da questi ecosistemi per la riproduzione, l’alimentazione e la sosta durante le migrazioni.
Oltre al valore ecologico, le zone umide hanno anche una forte rilevanza produttiva, culturale e scientifica. Sono legate tradizionalmente alla pesca, all’acquacoltura e alla produzione di sale, ma anche ad attività educative e ricreative come il birdwatching. Dal punto di vista scientifico, ambienti come le torbiere permettono di ricostruire la storia climatica ed ecologica dei territori, offrendo informazioni preziose sull’evoluzione del paesaggio.
la necessità di tutela
Nonostante la loro importanza, le zone umide sono tra gli ecosistemi più in pericolo.. Si stima che circa la metà di quelle esistenti a livello globale sia andata perduta, soprattutto negli ultimi decenni, a causa della distruzione diretta degli habitat, dell’espansione agricola e industriale, dell’introduzione di specie aliene e degli effetti del cambiamento climatico.
La loro tutela rappresenta quindi una priorità strategica non solo per la conservazione della biodiversità, ma anche per la sicurezza idrica e l’adattamento ai cambiamenti climatici. Proteggere e ripristinare le zone umide significa investire in soluzioni naturali capaci di rispondere alle sfide ambientali presenti e future.
