La storica Barrow Market Hall nella città di Barrow-in-Furness, in Inghilterra, insieme al vicino teatro e spazio eventi, sarà demolita dopo la chiusura avvenuta a causa della presenza di amianto e del progressivo deterioramento delle strutture.
La vicenda, riportata dalla BBC, ha acceso il dibattito sulla gestione degli edifici pubblici contenenti materiali pericolosi e sulla difficoltà di recupero di strutture storiche ormai compromesse.
Chiusura improvvisa dopo i problemi strutturali e l’amianto
Il mercato coperto di Barrow ha chiuso improvvisamente nel mese di febbraio, lasciando senza sede numerosi commercianti.
Secondo quanto riportato, la decisione è stata presa dopo il riscontro di gravi criticità sempre più diffuse, che hanno peggiorato rapidamente le condizioni dell’edificio.
Anche lo spazio culturale adiacente, The Forum, era stato chiuso già nel 2024 per problematiche simili, contribuendo a un progressivo svuotamento dell’area.
La chiusura improvvisa ha avuto un impatto significativo sulle attività commerciali, costrette a trasferirsi senza preavviso.
L’amianto come fattore decisivo per la demolizione
Un’ispezione tecnica specializzata, effettuata da una società incaricata della valutazione del rischio asbesto e datata 13 febbraio, ha evidenziato che le condizioni dell’edificio erano in rapido peggioramento.
Il rapporto ha concluso che la struttura del Market Hall dovesse essere chiusa immediatamente “a causa del peggioramento delle condizioni dell’edificio”.
Le analisi hanno evidenziato che la rimozione dell’amianto e il ripristino completo dell’edificio non sarebbero stati economicamente sostenibili.
Le autorità locali hanno infatti sottolineato che i costi di bonifica e riqualificazione avrebbero potuto essere pari o superiori rispetto alla demolizione completa della struttura.
La posizione del consiglio locale
Il consiglio di Westmorland e Furness è proprietario sia del Market Hall sia del teatro adiacente.
Tuttavia, l’amministrazione ha chiarito che la costruzione di eventuali nuove strutture non rientra direttamente nei progetti attuali, pur confermando la volontà di lavorare con partner esterni per la riqualificazione del centro cittadino.
Il leader del consiglio, Jonathan Brook, ha dichiarato alla BBC Radio Cumbria che la città e il territorio circostante “meritano un teatro e uno spazio artistico vivace”, sottolineando però la difficoltà di garantire un impegno formale per la costruzione di una nuova struttura.
Un edificio simbolo tra storia e degrado
Il Market Hall di Barrow rappresentava da decenni un punto di riferimento per il commercio locale e la vita sociale della città.
La sua chiusura improvvisa ha segnato la fine di un’epoca, evidenziando al tempo stesso le difficoltà nella gestione degli edifici storici in presenza di materiali pericolosi come l’amianto.
Secondo quanto riportato dalla BBC, la situazione è aggravata da perdite strutturali e da un progressivo deterioramento del tetto e delle infrastrutture interne.
Il nodo della gestione dell’amianto negli edifici pubblici
Il caso di Barrow riporta al centro il tema della gestione dell’amianto negli edifici pubblici, soprattutto quando si tratta di strutture datate e difficili da recuperare.
La presenza del materiale, unita ai costi elevati di bonifica e alle condizioni strutturali compromesse, ha reso inevitabile la scelta della demolizione.
“Si tratta di una problematica diffusa in molte città europee, dove edifici storici e infrastrutture obsolete presentano ancora oggi rischi legati alla presenza di materiali nocivi.” – ha confermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto in Italia, commentanto la notizia della BCC.
Impatto sulla comunità e prospettive future
La chiusura del Market Hall e del teatro ha avuto un impatto diretto sulla comunità locale, sia dal punto di vista economico che sociale.
I commercianti furono costretti a trovare nuove sedi in tempi rapidi, mentre la città si trova ora senza due spazi centrali per il commercio e la cultura.
Le autorità locali hanno dichiarato l’intenzione di lavorare a una “rigenerazione radicale del centro città”, ma al momento non esiste un progetto definito per la sostituzione delle strutture demolite.
La vicenda, riportata dalla BBC News, apre però anche importnanti interrogativi più ampi sulla conservazione del patrimonio edilizio storico e sulla necessità di una gestione più tempestiva dei materiali pericolosi negli edifici pubblici.
