L’infortunio mortale sul lavoro rappresenta l’esito più drammatico delle violazioni o delle omissioni nella gestione della sicurezza. Ogni morte sul luogo di lavoro coinvolge sfere giuridiche diverse — penale, civile, assicurativa — e apre un complesso sistema di tutele per i familiari.
L’infortunio mortale sul lavoro è il risultato più grave della mancanza di prevenzione. La legge italiana prevede tutele importanti, ma richiede una ricostruzione accurata dei fatti e una difesa legale competente.
In questa pagina vengono analizzati in modo chiaro e completo gli aspetti essenziali: chi è responsabile dell’evento, quali risarcimenti spettano, cosa e quanto paga l’INAIL, come funzionano le tabelle per la liquidazione del danno da morte e chi sono gli eredi legittimi che hanno diritto al risarcimento.
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Chi è responsabile in caso di infortunio mortale sul lavoro?
In caso di decesso del lavoratore, la normativa italiana individua una catena precisa di responsabilità. Al vertice si colloca il datore di lavoro, che ai sensi dell’art. 2087 del Codice Civile deve adottare tutte le misure necessarie a garantire l’integrità fisica e psicologica dei propri dipendenti.
Accanto a lui possono essere responsabili anche altre figure:
- Dirigenti, che organizzano e gestiscono la sicurezza;
- Preposti, che vigilano sul corretto svolgimento delle attività;
- Coordinatori e datori delle imprese appaltatrici, nei cantieri o negli appalti complessi.
Se la morte deriva da una violazione delle norme antinfortunistiche, si configura il reato di omicidio colposo (art. 589 c.p.). La responsabilità penale può essere condivisa tra più soggetti quando più omissioni hanno concorso a creare la situazione di rischio.
La responsabilità civile, distinta da quella penale, riguarda invece il risarcimento dei danni ai familiari. Il datore di lavoro può essere condannato quando emerge una colpa organizzativa o gestionale, come mancata formazione, DPI non forniti, mancata manutenzione o DVR incompleto.
Quanto paga l’INAIL in caso di morte sul lavoro?
L’INAIL non eroga un “risarcimento”, ma prestazioni assicurative previste dal D.P.R. 1124/1965. In caso di decesso riconosciuto come infortunio sul lavoro, l’ente eroga:
- Rendita ai superstiti, calcolata sulla retribuzione del lavoratore;
- Assegno una tantum al coniuge e ai figli (importo aggiornato annualmente);
- Assegno funerario, destinato a coprire le spese immediate;
- Eventuali prestazioni aggiuntive, come borse di studio o servizi di supporto psicologico.
La rendita viene ripartita in base al grado di parentela: il coniuge riceve la quota principale, mentre ai figli spettano percentuali aggiuntive; in assenza di coniuge e figli, la rendita può essere riconosciuta ai genitori o ai fratelli conviventi a carico.
L’importo varia ogni anno, ma orientativamente la rendita complessiva si attesta intorno al 50–75% della retribuzione annua del lavoratore deceduto, redistribuita tra gli aventi diritto.
Le tabelle di risarcimento per la morte sul lavoro
Il risarcimento vero e proprio — distinto dalle prestazioni INAIL — deriva da un’azione civile contro il datore di lavoro o contro altri soggetti coinvolti. In questo caso si applicano:
- Tabelle del Tribunale di Milano, considerate riferimento nazionale per la liquidazione del danno non patrimoniale;
- Valutazione personalizzata per danno patrimoniale (mancato reddito futuro, contributi non percepiti, supporto familiare venuto meno).
Le tabelle di Milano prevedono due categorie principali:
- Danno da perdita del rapporto parentale: somma riconosciuta ai familiari per la sofferenza legata alla morte del congiunto. Gli importi variano orientativamente:
- Coniuge o convivente: 170.000–350.000 euro;
- Figli: 170.000–350.000 euro;
- Genitori: 170.000–300.000 euro;
- Fratelli e sorelle: 30.000–150.000 euro.
- Danno patrimoniale futuro, calcolato tenendo conto della capacità reddituale del lavoratore e dell’età del nucleo familiare.
Il giudice può aumentare gli importi quando emergono circostanze aggravanti, come una grave negligenza del datore di lavoro o un rapporto familiare particolarmente stretto e dimostrato.
Chi sono gli eredi legittimi?
Gli eredi legittimati ad agire per il risarcimento e per le prestazioni INAIL sono:
- Coniuge o convivente more uxorio;
- Figli, anche maggiorenni se non economicamente autonomi;
- Genitori, se a carico o se sopravvivevano grazie al contributo del lavoratore;
- Fratelli o sorelle a carico, in casi particolari;
- L’intero nucleo familiare, per il danno morale da perdita del rapporto.
Gli eredi possono intraprendere due percorsi paralleli:
- Tutela INAIL: automatica dopo la denuncia del datore, del medico o del familiare.
- Azione civile contro il datore o i soggetti responsabili, finalizzata al risarcimento integrale dei danni non coperti dall’INAIL.
È importante sottolineare che la rendita INAIL non esclude il risarcimento civile: i due percorsi coesistono. L’unico limite è la compensazione delle somme già percepite dall’INAIL, che vengono detratte dal totale liquidato in sede civile.
Come si ottiene il riconoscimento dell’infortunio mortale?
Il procedimento inizia con:
- Denuncia dell’evento entro 24 ore;
- Accertamenti medico-legali per stabilire il nesso causale tra attività lavorativa e decesso;
- Verifiche ispettive da parte delle autorità (ASL, Carabinieri per la tutela del lavoro, Ispettorato).
La documentazione principale comprende DVR, formazione, consegna DPI, manutenzioni, registro degli infortuni e testimonianze. Se l’azienda non ha rispettato gli obblighi di sicurezza, la responsabilità risulta più evidente e il percorso risarcitorio è più lineare per i familiari.
Faq
Chi è responsabile della morte sul lavoro?
Il datore di lavoro e le altre figure della sicurezza se hanno violato norme o non hanno adottato misure necessarie.
Quanto paga l’INAIL in caso di decesso?
Una rendita ai superstiti, un assegno una tantum, borse di studio e l’assegno funerario. La rendita può arrivare al 50–75% della retribuzione.
I familiari possono chiedere anche un risarcimento?
Sì. L’azione civile è indipendente dalle prestazioni INAIL e consente di ottenere il danno morale e patrimoniale.
Chi sono gli eredi legittimati?
Coniuge, figli, genitori e, in alcuni casi, fratelli conviventi o a carico.
Le tabelle di Milano valgono per tutta Italia?
Sì, sono il principale riferimento per i giudici nella liquidazione del danno da morte sul lavoro.
