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Mara Sabbioni, figlia di vittima dell'amianto

Amianto, ONA e la voce delle vittime alla Camera dei Deputati

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  • Ultima modifica dell'articolo:Maggio 4, 2026

Un importantissimo evento è quello che si è svolto il 28 aprile a Roma presso la Camera dei Deputati in occasione della Giornata Mondiale delle Vittime dell’Amianto.

“L’amianto continua ad uccidere. Nonostante i divieti e le battaglie legali, migliaia di persone ogni anno si ammalano e muoiono a causa dell’esposizione alle fibre killer. “ – Ha affermato l‘avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che ha organizzato l’iniziativa alla presenza di esponenti delle istituzioni, della politica e della società civile.

Una testimonianza che scuote le coscienze

Questa è la voce delle vittime, ma anche delle loro famiglie: un racconto di dolore, giustizia e impegno civile per fermare un mare di sofferenza e morte.
“Sono Mara Sabbioni, figlia di Domenico, vittima dell’amianto. La mia storia rappresenta il dramma vissuto da tante famiglie italiane. Mio padre ha contratto un mesotelioma pleurico dopo essere stato esposto alle fibre di amianto durante il servizio militare nella Marina tra il 1973 e il 1976. Una diagnosi arrivata troppo tardi, dopo anni di sofferenza e una battaglia legale lunga e dolorosa.” ha dichiarato Mara in un commovente intervento.

Amianto: una tragedia che colpisce intere famiglie

“L’amianto non distrugge solo chi si ammala. Travolge intere famiglie. Quando una persona riceve una diagnosi di mesotelioma, inizia un calvario. Fatto di dolore fisico intenso, sofferenza psicologica, senso di impotenza,rabbia e frustrazione” ha affermato Sabbioni.

Nel suo caso infatti i padre è sopravvissuto ad appena 11 mesi dalla diagnosi. Ma il segno lasciato dalla malattia dura ancora oggi negli occhi di Mara.

“Dal 2012, anno della sua morte, la mia famiglia vive le conseguenze di questa tragedia: un vuoto incolmabile, accompagnato da difficoltà emotive e fisiche che segnano per sempre la vita dei superstiti.” Continua Mara.

Dalla rabbia alla giustizia: il ruolo dell’ONA

L’incontro con l’avvocato Ezio Bonanni e l’ONA ha rappresentato una svolta per la famiglia Sabbioni. Infatti grazie al loro impegno il padre di Mara è stato riconosciuto vittima del dovere. Inoltre è stata accertata la responsabilità dell’esposizione ed è stata ottenuta giustizia dopo anni di processi.

“La giustizia non cancella il dolore, ma restituisce dignità. Trasforma la rabbia in forza e permette alle famiglie di non sentirsi sole. Ogni storia, come quella di mio padre, è un monito: non possiamo permettere che altre vite vengano spezzate. Ha concluso Mara.

Il dolore che resta

Chi perde un familiare per amianto vive un dolore profondo e continuo. Un lutto e una ferita che si rinnova ogni giorno.
Il dolore delle vittime è paragonabile a un rumore assordante: invisibile, ma impossibile da ignorare. Eppure, proprio da questo dolore nasce la volontà di lottare.

Fermare la strage: cosa fare

La lotta contro l’amianto è una battaglia civile che riguarda tutta la società. “Per fermare davvero la strage dell’amianto servono azioni concrete come la bonifica immediata dagli edifici pubblici e privati. E’ fondamentale informare cittadini e lavoratori sui rischi reali dell’esposizione e rivolgersi a realtà come l’ONA per ottenere assistenza e riconoscimento dei diritti. E’ cruciale accelerare i piani di eliminazione dell’amianto, ancora troppo lenti rispetto agli obiettivi internazionali.” Chiosa Bonanni.

Le vittime chiedono giustizia, ma soprattutto prevenzione. Trasformare il dolore in azione è possibile. E necessario.