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Amianto nel mondo - immagine esclusivamente decorativa (Foto free di Pexels da Pixabay)

Amianto, notizie internazionali da Hawaii e Australia

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  • Ultima modifica dell'articolo:Gennaio 19, 2026

“La presenza di amianto è un problema globale che riguarda il mondo intero. Sono necessarie bonifiche urgenti per scongiurare il disastro sanitario che si concretizza con l’aumento delle patologie asbesto correlate.” Avv. Ezio Bonanni, presidente di ONA, Osservatorio Nazionale Amianto e Osservatorio Vittime del lavoro ed equiparati alle vittime del dovere.

HAWAII, ABBANDONO DI UN EDIFICIO PREPOSTO ALLA SALUTE PER AMIANTO!

E’ stato trovato amianto nella sede centrale del Dipartimento della Salute delle Hawaii. Ciò ha portato l’amministrazione statale a pianificare l’abbandono dell’edificio di Honolulu che da decenni ospita gli uffici principali dell’ente. La decisione riguarda il Kinau Hale, stabile situato al 1250 di Punchbowl Street, utilizzato come sede amministrativa da oltre sessant’anni.

Il Kinau Hale è un edificio di quattro piani costruito circa 65 anni fa. Nel tempo sono emerse problematiche legate ai materiali edilizi, in particolare nei soffitti, dove sono stati individuati elementi contenenti amianto. La presenza di queste criticità ha reso inutilizzabili alcune aree della struttura, limitando l’operatività degli uffici e imponendo restrizioni all’accesso.

Le condizioni dell’immobile non consentono più l’utilizzo completo degli spazi. Per questo motivo, il Dipartimento della Salute ha deciso di procedere con una riorganizzazione logistica che prevede il trasferimento del personale.

Il trasferimento di oltre 500 dipendenti nel centro di Honolulu

Il piano prevede lo spostamento di 549 dipendenti attualmente in servizio presso la sede di Punchbowl Street. Il personale verrà ricollocato in uffici in affitto situati in due torri direzionali nel centro di Honolulu, una soluzione individuata per garantire la continuità delle attività amministrative e operative.

Il trasferimento consentirà di superare le limitazioni imposte dalla situazione dell’edificio e di mantenere attivi i servizi del Dipartimento senza interruzioni. Al momento non sono stati diffusi dettagli sui tempi precisi dello spostamento, che avverrà in modo progressivo.

Una sede storica segnata dal tempo

Il Kinau Hale per decenni ha costituito un punto di riferimento per l’amministrazione sanitaria delle Hawaii. Ciò rende il tutto ancora più paradossale visto che l’amianto costituisce l’esatto contrario della salute.
Molti edifici costruiti nella seconda metà del Novecento, presenta oggi criticità legate all’invecchiamento delle strutture e all’uso di materiali non più compatibili con gli standard attuali.

La presenza di amianto è diventata un elemento determinante nella decisione inevitabile di abbandonare la sede, a fronte di una situazione che rende sempre più complessa la gestione quotidiana degli spazi.

Il futuro dell’edificio resta da definire

Al momento, secondo la fonte. non sono state fornite indicazioni sul destino futuro del Kinau Hale né su eventuali interventi di bonifica o riqualificazione. L’attenzione dell’amministrazione statale è concentrata sulla gestione del personale e sull’organizzazione delle nuove sedi temporanee.

Il Dipartimento della Salute continuerà a operare regolarmente dai nuovi uffici nel centro di Honolulu, mentre restano aperte le valutazioni sull’edificio storico di Punchbowl Street, il cui utilizzo sarà oggetto di decisioni successive.

AUSTRALIA: WITTENOOM, LA CITTA’ FANTASMA DELL’AMIANTO NEL DESERTO

Nel cuore dell’Australia Occidentale esiste un luogo che rappresenta uno dei casi più estremi di contaminazione ambientale da amianto al mondo. Wittenoom, oggi città fantasma, era un tempo una comunità mineraria fiorente, nata e cresciuta attorno all’estrazione dell’amianto blu, o crocidolite, una delle forme più controverse di questa sostanza.

Da centro minerario a emergenza sanitaria

Per anni Wittenoom ha ospitato migliaia di persone. Famiglie, lavoratori e bambini vivevano a stretto contatto con le miniere di crocidolite senza che fossero pienamente noti o riconosciuti i rischi sanitari. Con il passare del tempo, però, la realtà è emersa in modo drammatico.

La popolazione è stata colpita da una grave crisi di salute pubblica, con centinaia di decessi legati a mesotelioma, tumori polmonari e altre patologie correlate all’esposizione alle fibre di amianto. La contaminazione non riguardava solo le aree industriali: le fibre erano presenti nel suolo, nelle abitazioni, nei cortili, nelle strade e persino nei luoghi destinati al gioco dei bambini.

Un ambiente impossibile da bonificare

A rendere Wittenoom un caso unico è stata l’estensione della contaminazione. L’amianto si era diffuso ovunque, rendendo di fatto impossibile evitare l’esposizione. Il vento del deserto contribuiva a sollevare le fibre nell’aria, aumentando ulteriormente il rischio per chiunque vivesse o transitasse nella zona.

Di fronte a una situazione ritenuta non recuperabile, le autorità australiane hanno scelto una soluzione drastica: la chiusura definitiva della città. Wittenoom è stata progressivamente cancellata dalle mappe ufficiali, privata di acqua, elettricità e servizi essenziali, con l’obiettivo di impedirne l’abitabilità.

Un luogo vietato ma ancora visitato

Oggi Wittenoom è formalmente interdetta alla popolazione. Non è consentito viverci né visitarla, a causa dell’elevato rischio sanitario. Nonostante i divieti, però, il sito continua ad attirare viaggiatori curiosi e turisti imprudenti, attratti dall’aura di città fantasma nel deserto australiano.

ONA ha da sempre sottolineato che “anche esposizioni brevi alle fibre di amianto possano aumentare significativamente il rischio di sviluppare malattie gravi. L’amianto, invisibile e inodore, rappresenta un pericolo che non offre segnali immediati, ma può manifestare i suoi effetti anche a distanza di decenni.

Un monito globale sui rischi dell’amianto

La storia di Wittenoom è oggi considerata un monito internazionale sui costi umani e ambientali legati all’uso dell’amianto. Un’intera città sacrificata, cancellata fisicamente e simbolicamente, per aver sottovalutato per troppo tempo una sostanza che continua a provocare vittime in tutto il mondo.

Wittenoom resta così un luogo proibito e contaminato, testimonianza estrema di come le scelte industriali possano lasciare cicatrici irreversibili sul territorio e sulla salute delle persone.

In copertina: immagine esclusivamente decorativa (Foto free di Pexels da Pixabay)