In questa guida parliamo di fluoro-edenite, un minerale simile all’amianto ecluso dalla classificazione del legislatore sui minerali di amianto e di recente scoperta. Tutti i minerali di amianto hanno caratteristiche asbestiformi, così come la fluoro-edenite. Si suddividono cioè in fibre, dette firile, via via più sottili. Proprio questa caratteristica è alla base della loro pericolosità e capacità di provocare il cancro.

Purtroppo non tutti i minerali di amianto sono stati classificati come tali dal legislatore.

Gli esposti ai minerali di asbesto hanno diritto ad una serie di benefici di natura preventiva (prepensionamento e rivalutazione dei contributi) e risarcitoria (rendita INAIL o indennizzo, accesso al Fondo Vittime Amianto e, per gli appartenenti alle Forze dell’Ordine e comparti sicurezza, lo status di Vittime del dovere e la causa di servizio con equo indennizzo).

Tutte le vittime hanno inoltre diritto al risarcimento integrale dei danni subiti, ovvero al differenziale non coperto con le previdenze INAIL e di causa di servizio. Le somme maturate in vita dalla vittima spettano ai suoi eredi legittimi in caso di decesso.

Agli esposti alla fluoro-edenite mancano invece le possibilità offerte dalla legge di ottenere in modo abbastanza semplice, soprattutto per chi ha contratto le malattie correlate all’amianto inserite nella lista I stilata dall’INAIL. Questa contiene infatti tutte le malattie amianto che sono considerate di origine lavorativa con “elevata probabilità”.

In questa guida scopriamo tutto sulla fluoro-edenite: dove si trova, quando e come è stata scoperta e cosa fare in caso di esposizione. Scopriamo tutto sul caso Biancavilla, la cittadina siciliana devastata dall’esposizione ambientale alla fluoro-edenite.

Cos’è la fluoro-edenite: escrizione e Proprietà

Cos’è la fluoro-edenite? La fluoro-edenite è un minerale appartenente al gruppo degli anfiboli, specificamente classificato nel sottogruppo degli anfiboli di calcio. Si presenta con un colore giallo intenso, è trasparente e brillante, ma può anche avere un aspetto resinoso. Questo minerale è simile all’edenite, ma con il fluoro che sostituisce il gruppo ossidrile ((OH)–). Le sue fibre sono estremamente sottili, misurabili solo al microscopio e di pochi micrometri.

La capacità di suddividersi in fibre sottilissime, la accomuna ai minerali di amianto, noti per la loro pericolosità. La fluoro-edenite, infatti, è cancerogena e può causare mesoteliomi e altre neoplasie correlate all’esposizione all’amianto.

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Dove si trova la fluoro-edenite? Distribuzione Geografica

La fluoro-edenite è stata identificata in Giappone e a Biancavilla, in Sicilia. In Italia, è presente anche nel complesso del Monte Somma-Vesuvio, in Campania, precisamente a Ercolano, presso Cava Novella. Si ipotizza che questo minerale possa essere presente in altre rocce vulcaniche del pianeta. La sua presenza in aree vulcaniche richiede monitoraggio e interventi di bonifica per garantire la sicurezza ambientale e sanitaria.

quando è stata scoperta la fluoro-edenite? Scoperta e Storia

Fino al 1997, la fluoro-edenite era conosciuta solo come prodotto di sintesi. In quell’anno, un campione con composizione vicina a quella ideale (formula ideale: NaCa2Mg5(Si7Al)O22F2) fu scoperto vicino a Biancavilla, nella miniera di Monte Calvario, in provincia di Catania. Anche se precedenti segnalazioni erano state fatte in Giappone, non erano state formalmente riconosciute dall’International Mineralogical Association (IMA) fino al 1997. Non era infatti stata sottoposta l’approvazione come nuova specie all’IMA (International Minearologic Association).

Nel 2014 lo IARC ha confermato la pericolosità e la capacità cancerogena di questo nuovo minerale.

Il geosito della cava dismessa sul versante sud-occidentale del Monte Etna e l’intero comune di Biancavilla sono stati inseriti tra i “Siti di interesse nazionale” per la presenza di mineralizzazioni cancerogene. Quest’area è attualmente in fase di messa in sicurezza e bonifica.

Perché la fluoro-edenite è cancerogena?

I minerali di amianto sono un gruppo di minerali accomunati, come già accennato, dalla capacità di suddividersi in fibre sottilissime, che se inalate o ingerite, provocan gravi danni all’organismo. Insorgono prima gravi infiammazioni, tra cui placche pleuriche e ispessimenti pleurici che possono causare lo sviluppo di neoplasie. Tra queste il mesotelioma, il tumore al polmone, quello alle ovaiecancro alla laringe e alla faringe, all’esofago, al colon-retto e il tumore allo stomaco.

Nel 1992 si mise al bando l’amianto in Italia ma, complice un cogente ritardo nella bonifica, le esposizioni continuano ad avvenire. Il numero dei casi aggiornato è disponibile nel VII Rapporto ReNaM. La situazione di emergenza in Italia è descritta con i dati alla mano nella pubblicazione dell’Avvocato Ezio Bonanni: qui potete sfogliare il Libro bianco delle morti di amianto in Italia.

L’amianto agisce in modo sinergico con altri cancerogeni che, se associati, aumentano le possibilità di insorgenza della malattia, come per esempio il fumo di sigaretta.

I tempi di latenza per l’insorgere delle malattie amianto sono spesso molto lunghi, come nel caso del mesotelioma, per il quale arrivano fino a 40 anni.

Il Caso di Biancavilla: Contaminazione da Fluoro-Edenite

Biancavilla è un comune situato nella provincia di Catania, ai piedi dell’Etna, con una popolazione di circa 22.000 abitanti. Durante gli anni ’70 e ’80, il comune ha vissuto una significativa espansione edilizia, spesso caratterizzata da costruzioni abusive. Per ottenere i materiali da costruzione necessari, fu aperta una cava presso il Monte Calvario, a circa 2 chilometri dal centro cittadino.

Scoperta della Contaminazione negli anni 90

Negli anni ’90, si iniziò a notare un numero insolitamente elevato di casi di mesotelioma, una malattia strettamente legata all’esposizione all’amianto. Questo dato era particolarmente preoccupante, dato che a Biancavilla non vi erano impianti di lavorazione dell’Eternit, comunemente associati a un aumento significativo di tali patologie.

Nel 1997, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), in collaborazione con la Regione Sicilia, il Comune di Biancavilla e l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catania (ASP), formò un gruppo di lavoro per individuare la fonte della contaminazione. Un geologo comunale suggerì di analizzare la cava del Monte Calvario, da cui provenivano i materiali da costruzione usati in tutta la città.

Le analisi rivelarono che le polveri della cava contenevano fluoro-edenite, un minerale con proprietà simili all’amianto, capace di frammentarsi in fibre sottili e pericolose per la salute. Gli studi hanno evidenziato che i bambini erano particolarmente vulnerabili, a causa della possibilità di una lunga esposizione a queste fibre patogene.

Lavori di bonifica e la battaglia dell’ONA

Biancavilla
ezio bonanni -Biancavilla

Gli operai asfaltarono le strade di Biancavilla con un materiale che non permette alle polveri asbestiformi di essere rilasciate. Si rifanno le facciate di alcuni edifici pubblici per coprire gli intonaci che cominciavano a sgretolarsi. Si rivestì il campo sportivo con un fondo d’erba sintetica.

Questo, però, non è sufficiente ad azzerare il rischio. Come ripete da sempre il presidente dell’Osservatorio Nazionale amianto, l’avvocato Ezio Bonanni, l’unico modo per fermare la strage è la bonifica dei siti contaminati.

L’ONA da anni si batte per le bonifiche dei siti interessati dall’amianto nella Regione Sicilia (Biancavilla, Gela, Milazzo e Priolo Gargallo) anche con manifestazioni e convegni. Il coordinatore di Ona Sicilia è Calogero Vicario.

Già nel 2013 l’Ona ha effettuato un sopralluogo a Biancavilla, proprio davanti all’ex cava. Nel gennaio dell’anno successivo l’ONA ha organizzato un convegno con la presenza delle istituzioni e l’On. Pippo Gianni che ha fatto sua la battaglia contro l’amianto.

Già nel 2009, Pippo Gianni, all’epoca assessore presso la regione Sicilia, aveva avanzato numerose proposte al Governo regionale e nazionale, ma era difficile farsi sentire su questo tema. Nel 2014 fu il promotore della legge regionale Gianni (10/2014) che, però, passò soltanto molti anni più tardi.

qual è la situazione Attuale a Biancavilla?

A seguito delle operazioni di bonifica iniziate nel 2009, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Sicilia (ARPA Sicilia) ha implementato un programma di monitoraggio ambientale a Biancavilla. Il Dipartimento Provinciale di Catania dell’ARPA effettua da uno a tre monitoraggi settimanali dell’aria per misurare le concentrazioni di fibre aerodisperse.

I dati raccolti dall’ARPA indicano un calo delle concentrazioni di fibre nell’aria, passate da una media di 0,46 f/l nel 2009 a 0,1 f/l nel 2013. Tuttavia, in occasioni specifiche, come durante i progetti di scavo o in particolari condizioni meteorologiche, i livelli di fibre possono superare questi valori.

Nonostante le misure adottate, il rischio di mesotelioma per i residenti di Biancavilla rimane circa cinque volte superiore rispetto alla media regionale siciliana. Questo dato sottolinea la necessità di continuare con le operazioni di bonifica e di monitoraggio per proteggere la salute della popolazione.

I diritti delle vittime di fluoro-edenite

Ad oggi non esiste ancora alcuna legislazione che prenda atto del fatto che la fluoro-edenite è dannosa. Per questo motivo per gli esposti a fluoro-edenite non sussistono gli stessi benefici previsti per gli esposti ad altri tipi di amianto. Nella definizione che la legge dà dell’amianto sono presenti infatti solo tremolite, actinolite, crisotilo, amosite, antofillite e crocidolite.

Manca quindi per gli esposti a fluoro-edenite la possibilità di ottenere la malattia professionale e i relativi benefici, tra cui i benefici contributivi amianto e tutte le prestazioni INAIL o di causa di servizio. L’accesso al Fondo Vittime Amianto, normalmente previsto anche per i malati di mesotelioma da esposizione ambientale, non è presente.

L’ONA si è attivata perché le vittime della fluoro-edenite possano richiedere il risarcimento danni a cui hanno diritto per via dell’esposizione all’amianto.